mercoledì 22 maggio 2013

Non si sevizia un paperino - Analisi film

Ed eccocci giunti a un momento tanto atteso, pensavo a scrivere un articolo su questo grande film da parecchio tempo, ora è arrivata l'occasione di farlo e allora eccomi qui.
Non si sevizia un paperino, non è un horror, ma si può definire quasi un film di fattura classica in linea generale, toccando moltissimi generi cinematografici, che partono dal neorealismo, all'innovazione della trama giallo/Thriller, in cui stilisticamente si toccano parecchi punti alti soprattutto nella cinematografia del grande Lucio Fulci.
E' senza dubbio un film innovativo, costato pochissimo che nonostante tutto riesce ancora oggi a scuotere chi lo guarda.
In questo film come ho detto prima si mischiano diversi generi, e sappiamo che Fulci ha toccato vari generi per ogni film, con questo invece rischia molto, prima di tutto perchè in italia non si è mai vista a quei tempi un film thriller con certe ambientazioni rurali che ricordavano i vecchi film, tra cui anche la commedia all'italiana, poi c'era il fatto del titolo, paperino era il personaggio disney.
Quale fu allora il tocco da maestro di Lucio Fulci?
Riuscire a scuotere gli animi con una storia che risucchia nello schermo lo spettatore, si perchè davanti a un film del genere ci si indigna, per la brutalità del popolo pecorone, che non segue mai la testa ma i suoi istinti, c'è anche l'ignoranza di certa gente, l'ambientazione del sud italia è in un paesino di provincia, dove tutti conoscono tutti e ognuno sa i fatti suoi.
I personaggi non sono stereotipati, hanno una loro logica che è direttamente o indirettamente collegata con gli altri personaggi, compresi gli indizi che piano piano portano al vero colpevole degli omicidi.
 Lucio Fulci conosceva  molto bene i rischi che portano quando si gira un film diverso dal solito, Non si sevizia un paperino è sempre stato tra i film che ha diretto il suo preferito, e alla sua uscita nelle sale ha ottenuto un buon successo di pubblico.
Quello che è successo e che gli americani, vanno pazzi per questo film, sui siti più importanti rendono omaggi a Fulci, scrivendo cose che forse non scriverebbero mai per grandi nomi - tra cui sono anche registi che adoro - come Coppola o Scorsese.
Il film è senza ombra di dubbio un capolavoro, c'è una vena di tristezza che pervade in tutto il film, forse perchè le vittime sono bambini innocenti? E chi può essere responsabile che con tanta brutalità spezza le loro giovani vite?
Si comincia a sospettare di una fattucchiera, che picchiano a sangue e lei ci resta secca per le strade con la  visione delle famiglie che vanno in vacanza al mare, per poi sospettare di tanti altri cittadini, che hanno parecchi scheletri nell'armadio.
E' un film che mi ha colpito molto, soprattutto per la spietata sincerità con cui è girato, Fulci conosce molto bene l'arretratezza di certi luoghi e ce lo comunica con il film, c'è la rabbia che esplode della gente - ed è comprensibile - c'è il caldo soffocante, c'è l'ignoranza della gente che crede alla prima cosa che gli dicono senza riflettere un secondo, in questo film c'è tutto e di più, e il suo autore ispiratissimo capisce benissimo come amalgamare il tutto senza risultare fasullo.
Quello che Fulci presenta è il mondo ristretto di una certa provincia italiana, rappresentato da una giovanissima Barbara Bouchet, che è tornata dal continente e che lo esprime attraverso la sua insofferenza verso la piccola cittadina, lei che ha viaggiato e conosce il mondo al di fuori di quel paesino si sente un po' fuori posto lì.

Florinda Bolkan, interpreta la fattucchiera, che rappresenta la superstizione e la paura verso cose sconosciute della gente, vittima della brutalità del popolo pecorone incapace di pensare prima di agire, il suo omicidio non farà finire gli omicidi.
E proprio su questo mi voglio soffermare, dalla paura irrazionale che Fulci sa esprimere  in maniera acuta e brillante, senza inutili sfaccettature, è questa paura che è presenta in tutto il film e trae in inganno gli abitanti della cittadina.
Ma è nella persona del prete - di cui tutti si fidano - che bisogna fare attenzione e non dico altro, il film è da vedere. Buona visione.

domenica 12 maggio 2013

Il mistero di Sleepy Hollow analisi film

Come già sapete, le incursioni nell'horror di Tim Burton sono state ben presenti a cominciare dai primi film. Anche se erano in forma parodistica, ne Il mistero di Sleepy Hollow, abbiamo di fronte una vera opera di genere horror, costruita come un thriller e prendendo spunto dal racconto famosissimo in america di Washington Irving e personalizzandolo alla sua maniera.
Se nel racconto il cavaliere senza testa era uno scherzo per spaventare il maestro di scuola Ichabod Crane, Tim Burton, gira una fiaba horror dove tutti non sono come appaiono, il cavaliere senza testa esiste, ed è manovrato da una persona, di chi si tratta? E come sono tutti beneficiari di un testamento? Quali segreti si celano in quella piccola cittadina in cui gli abitanti arrivata una certa ora si chiudono in casa?
Tim Burton da vero genio qual'è, in questo film ha mostrato le sue molteplici influenze, che vanno dal cinema della casa hammer e il cinema di Mario Bava, uno dei primi maestri italiani di film di genere, in america è considerato come un mito!
In questo film ingaggia anche Christopher Lee, uno degli attori della casa hammer nel ruolo di giudice.
Ma diciamoci la verità in questo film nulla è lasciato al caso, le atmosfere tetre e inquietanti e la tensione alta non lasciano mai lo spettatore, che viene risucchiato letteralmente nel film. Il personaggio di Ichabod Crane è un ispettore della polizia  che viene incaricato di indagare sulle misteriose morti del piccolo villaggio di Sleepy Hollow, e si scontrerà con una realtà inquietante e surreale, e sarà aiutato da Katrina Van Tassel, inizialmente innamorata di Brom Van Brunt, una delle vittime del cavaliere senza testa.

Le indagini saranno lunghe e complesse, e Crane, dovrà usare tutti gli strumenti che ha a disposizione per smascherare il colpevole, ma forse dovrà aggiungerci anche l'ingegno e l'intelligenza.
Tim Burton qui è al suo meglio, è un opera matura che indica le passioni del suo autore, capace di parlare al pubblico ricreando il soggetto di Washington Irving, per plasmarlo con le sue molteplici influenze, e nonostante siano passati 13 anni dalla usa uscita ancora non ha perso il suo smalto.
Alla produzione del film c'è quel genio di Francis Ford Coppola, che già da giovane si era cimentato nel cinema di paura con Dementia 13, ma questa è un altra storia.
E' un film da vedere per diverse motivazioni, la prima delle quali è che lo stile di Tim Burton è ben presente ma con qualche marcia in più, è un film horror senza mascheramenti, anzi è esplicitamente horror, e nella sua filmografia piena di fiabe horror con questo film si allontana dalla fiaba per una storia più nuda e cruda, coadiuvato da un cast di attori da capogiro ci inserisce tutto ciò che più ama del cinema di genere.
Per questo Il mistero di Sleepy Hollow è un piccolo capolavoro.