giovedì 28 agosto 2014

Analisi del film - They Live - Essi Vivono

E ritorno ad analizzare i film horror, questa sera parlo di un cult per me: il thrilling diretto da John Carpenter e uscito nel 1988 They Live - Essi vivono.
La prima volta l'ho visto in televisione con mio fratello, e devo dire che l'ho trovato incredibile, non tanto per la recitazione degli attori - alcuni sono non professionisti per esempio, come il protagonista che interpreta NADA, un wrestler di professione, ma la capacità di Carpenter di farlo recitare è da manuale - ma per la costruzione sia registica, più concentrata sulla narrazione, e meno sugli effetti speciali, sia dello script, che riprende il discorso fatto da Romero, partendo però da un altro punto di vista: l'invasione aliena sulla terra.
John Carpenter a differenza di Romero  non è apocalittico, fa entrare lo spettatore dentro un mondo in apparenza perfetto, dove tutto quanto invita al consumismo, persino  in televisione ci sono pubblcità ininterrotte che invitano la gente a comprare a consumare, ma, - e qui sta il fulcro del film - ogni tanto in televisione compaiono dei messaggi incontrollati, che invitano la gente a guardare oltre.
Per non parlare del mondo che ci circonda, sembra idilliaco non è vero? Ma bastano un paio di occhiali da sole, trovati in una chiesa che funge da quartier generale per i ribelli, per scoprire che le persone che ci vivono accanto hanno l'aspetto di cadaveri in decomposizione, alieni, scheletri viventi, celati da un antenna parabolica che copre la verità, così Nada si unisce ai ribelli, non prima di aver preso a pugni il collega con cui lavora e costringerlo a guardare e vedere cosa si nasconde nel mondo in cui vivono.

L'inizio poi è travolgente, primo, perchè Nada si accorge che le persone normali vivono come dei reietti, e i ricchi in palazzi lussuosi - ma i ricchi sono gli alieni che hanno colonizzato la terra - non mancano poi le tematiche tanto care a Carpenter, come il mischiare religione e umanità, cosa che ha sempre fatto in ogni suo film, e questa volta una critica al capitalismo e al consumismo, ovviamente alla sua maniera.
Carpenter, come ho detto prima non è apocalittico come Romero, al centro del film mette un uomo comune, che accorgendosi dell'inganno perpetruato dagli alieni, cerca di risolvere la cosa a modo suo, usando il cervello, i muscoli e soprattutto le armi.
Nella sua battaglia non è solo, perchè si unisce a un gruppo di ribelli che vogliono riprendere il controllo del mondo, ma c'è anche una feroce critica al totalitarismo, che ipnotizza la gente e non la fa ragionare con la sua testa, infatti in città ci sono parecchie antenne paraboliche che invitano la gente a "dormire" a non aprire gli occhi.
Un invasione pacifica? Direi di no, se questa serve per lobotomizzare le persone e non fargli accorgere della realtà che le circonda.

E qui appaiono i messaggi subliminali, volti a sottolineare il grado di controllo effettuato dagli alieni.
Carpenter gira un film a basso costo, che è ormai diventato un cult movie per gli amanti del cinema di genere, un piccolo capolavoro, che sottolineare la capacità di altre forme di vita - in questo caso gli alieni - di prendere il posto di dominio nella catena evolutiva, e riempire la testa di messaggi che invitano all'obbedienza, alla proliferazione, al consumo e per ultimo e non meno importante, a guardare la televisione.
Perchè sottolinea questo?
Perchè Carpenter critica la società americana, soprattutto il capitalismo e il controllo dei media e del governo nel sottomettere i cittadini e non farli guardare di quello che succede nel mondo, potremmo definirlo un film polemico, che è entrato di diritto ormai nei classici del cinema sia di genere che in generale.
Per una volta Carpenter dirige un film maturo, diverso rispetto ai suoi precedenti lavori, dimostrando inoltre di essere un autore con la A maisucola, e scusate se è poco.
Se non l'avete visto fatelo, per me è ormai un titolo imprescindibile per tutti gli amanti del cinema di genere.

2 commenti: