sabato 30 agosto 2014

Non Guardate Questo Film - Liberaci dal Male

Lo sguardo luciferino di Leatherface, mi sembra la mascotte giusta per questa rubrica, che espone il suo parere sul peggio del cinema horror, sconsigliandovi i titoli da non guardare assolutamente, si, vabbè, di solito si consigliano, ci sarà anche quella non vi preoccupate, intanto ecco una foto del film e il suddetto Trailer
Questa foto ormai ci mostra a che livello ormai è arrivato il cinema horror, sono lontani i tempi de L'esorcista e Ascensore per L'inferno non è vero?
La trama, la regia e la sceneggiatura fanno praticamente acqua da tutte le parti, e pensare che avevo molte aspettative per questo film...ma forse è meglio che non mi faccio tante illusioni, e prendere le cose con semplicità, guardare e recensire punto.
Ecco a voi il trailer, e vi lascio la libertà di decidere se vederlo o meno.


venerdì 29 agosto 2014

Eli Roth

Beh quando si parla di lui, viene in mente un titolo: Hostel.
I primi due, il terzo mi pare l'ha diretto un altro ma non ne sono sicura, dovrei controllare bene.
Comunque sia ci siamo, proviene dalla scuola di Tarantino, anche se ci sono molte conferme su una collaborazione con David Lynch, che è stato produttore esecutivo del suo debutto al cinema...Cabin Fever, che ho visto anni fa trovandolo niente male.
Il primo hostel non era poi granchè, ma il secondo l'ho trovato più interessante e coinvolgente, c'è da dire che ha ancora diretto pochi film, perciò la strada da percorrere è ancora lunga, ma già dimostra di avere una certa stoffa nel maneggiare la mdp e di sapersi destreggiare nel cinema di genere, di cui è un cultore assoluto, soprattutto per quanto riguarda il cinema italiano.

giovedì 28 agosto 2014

Analisi del film - They Live - Essi Vivono

E ritorno ad analizzare i film horror, questa sera parlo di un cult per me: il thrilling diretto da John Carpenter e uscito nel 1988 They Live - Essi vivono.
La prima volta l'ho visto in televisione con mio fratello, e devo dire che l'ho trovato incredibile, non tanto per la recitazione degli attori - alcuni sono non professionisti per esempio, come il protagonista che interpreta NADA, un wrestler di professione, ma la capacità di Carpenter di farlo recitare è da manuale - ma per la costruzione sia registica, più concentrata sulla narrazione, e meno sugli effetti speciali, sia dello script, che riprende il discorso fatto da Romero, partendo però da un altro punto di vista: l'invasione aliena sulla terra.
John Carpenter a differenza di Romero  non è apocalittico, fa entrare lo spettatore dentro un mondo in apparenza perfetto, dove tutto quanto invita al consumismo, persino  in televisione ci sono pubblcità ininterrotte che invitano la gente a comprare a consumare, ma, - e qui sta il fulcro del film - ogni tanto in televisione compaiono dei messaggi incontrollati, che invitano la gente a guardare oltre.
Per non parlare del mondo che ci circonda, sembra idilliaco non è vero? Ma bastano un paio di occhiali da sole, trovati in una chiesa che funge da quartier generale per i ribelli, per scoprire che le persone che ci vivono accanto hanno l'aspetto di cadaveri in decomposizione, alieni, scheletri viventi, celati da un antenna parabolica che copre la verità, così Nada si unisce ai ribelli, non prima di aver preso a pugni il collega con cui lavora e costringerlo a guardare e vedere cosa si nasconde nel mondo in cui vivono.

L'inizio poi è travolgente, primo, perchè Nada si accorge che le persone normali vivono come dei reietti, e i ricchi in palazzi lussuosi - ma i ricchi sono gli alieni che hanno colonizzato la terra - non mancano poi le tematiche tanto care a Carpenter, come il mischiare religione e umanità, cosa che ha sempre fatto in ogni suo film, e questa volta una critica al capitalismo e al consumismo, ovviamente alla sua maniera.
Carpenter, come ho detto prima non è apocalittico come Romero, al centro del film mette un uomo comune, che accorgendosi dell'inganno perpetruato dagli alieni, cerca di risolvere la cosa a modo suo, usando il cervello, i muscoli e soprattutto le armi.
Nella sua battaglia non è solo, perchè si unisce a un gruppo di ribelli che vogliono riprendere il controllo del mondo, ma c'è anche una feroce critica al totalitarismo, che ipnotizza la gente e non la fa ragionare con la sua testa, infatti in città ci sono parecchie antenne paraboliche che invitano la gente a "dormire" a non aprire gli occhi.
Un invasione pacifica? Direi di no, se questa serve per lobotomizzare le persone e non fargli accorgere della realtà che le circonda.

E qui appaiono i messaggi subliminali, volti a sottolineare il grado di controllo effettuato dagli alieni.
Carpenter gira un film a basso costo, che è ormai diventato un cult movie per gli amanti del cinema di genere, un piccolo capolavoro, che sottolineare la capacità di altre forme di vita - in questo caso gli alieni - di prendere il posto di dominio nella catena evolutiva, e riempire la testa di messaggi che invitano all'obbedienza, alla proliferazione, al consumo e per ultimo e non meno importante, a guardare la televisione.
Perchè sottolinea questo?
Perchè Carpenter critica la società americana, soprattutto il capitalismo e il controllo dei media e del governo nel sottomettere i cittadini e non farli guardare di quello che succede nel mondo, potremmo definirlo un film polemico, che è entrato di diritto ormai nei classici del cinema sia di genere che in generale.
Per una volta Carpenter dirige un film maturo, diverso rispetto ai suoi precedenti lavori, dimostrando inoltre di essere un autore con la A maisucola, e scusate se è poco.
Se non l'avete visto fatelo, per me è ormai un titolo imprescindibile per tutti gli amanti del cinema di genere.

mercoledì 27 agosto 2014

Sam Raimi

Detto da lui: sono pusillanime, nonostante abbia diretto la casa, sono sempre stato un fifone davanti agli horror.
Sembra un paradosso ma è così, almeno da quello che ho letto su ciak.
ma Sam Raimi non è solo un regista di film horror, ha anche toccato il fantastico e i blockbusters, - vedi la saga di spiderman, la migliore è proprio la sua - e anche il drammatico, insomma un autore a 360° che è entrato nel mito per aver diretto proprio il franchise de La Casa.
Se mi piace? No, lo adoro punto.
Vedere per credere la trilogia che lo ha reso un mito che è imprescindibile per tutti gli amanti dell'horror.
Certamente quando ho letto che Raimi si spaventava davanti a un film horror non ci ho mica creduto, la cosa certamente mi ha sorpresa e non poco, ovviamente dobbiamo constatare il modo in cui è stata prodotta questa trilogia, pochi soldi e tanta inventiva, e il primo capitolo è uscito più di trent'anni fa, montato da niente po po di meno dai fratellini Coen, grandi amici di Raimi.
Lui si definisce un artigiano, io lo definisco un artista vicino alla genialità, forse non la tocca del tutto, ma certamente con quella trilogia ci è andato vicino, e scusate se è poco.

martedì 26 agosto 2014

Le origini del male

E sono presente pure oggi, per parlare di un film particolare Le origini del male.
Non c'è niente da fare, ormai l'horror divide, chi per una ragione, chi per un altra siamo sempre al punto di massacrare un film o riempirlo di allori.
Non è il caso de Le origini del male, ma tutto ovviamente dipende dai punti di vista, anche in questo caso c'è chi lo ha lodato, c'è chi lo ha fatto a polpettine; sinceramente a me  è piaciuto, presto ne parlerò anche alla fabbrica con una recensione, come del resto faccio sempre, quello è il blog delle recensioni, questo è il blog di approfondimento, che sto curando maggiormente perchè ci tengo, infatti questo articolo l'ho scritto ieri e programmato in modo da rendere il blog aggiornato e curato.
Il plot non presenta particolari innovazioni stilistiche o di regia, la storia si può benissimo trovare in diversi film usciti molto prima di questo, eppure l'autore sembra non perdere mai il filo della tensione, i salti nella sedia ci sono, come pure l'attenzione dello spettatore, che si trova a doversi chiedere se la ragazza protagonista finge, o è davvero posseduta.
Tutto è incentrato su un esperimento di uno psicologo, che deve tentare di provare che le possessioni sono in realtà problemi psichiatrici, e non c'è niente di irrazionale o inspiegabile, ma le cose non andranno come prevederà lui, ben presto dovrà fare i conti con una realtà ben sconosciuta e pericolosa di quello che prevedeva.
Se vi piacciono le storie particolari, psicologiche e che vi danno tensione è il film giusto per voi, ma non aspettatevi un capolavoro, per carità ben fatto, ben articolato e con una sceneggiatura intrigante ma non è un capolavoro, giusto per stare un po' in tensione, il che d'estate non guasta mai.
Se cercate i capolavori, ovviamente vi consiglio Gli Invasati, di cui parlerò in futuro, quello si che è un signor film.

lunedì 25 agosto 2014

Wes Craven

Non è un maestro, ma è un grande artigiano.
Un artigiano che è entrato nel mito per aver creato due saghe ormai cult come Nightmare e Scream.
La maggioranza dei suoi film però non va oltre la qualità del b-movie, ed è proprio questo il bello, ma anche un suo grande limite.
Non è e non sarà mai al livello di geni come George Romero e John Carpenter, che con il loro cinema sono stati artefici di innovazioni cambiando radicalmente il modo di fare cinema horror e fantastico, di cui si aggiunge anche David Cronenberg.
Il suo cinema non esce dai ranghi della commercialità, ma resta sempre cult, soprattutto per chi ama i film horror pazzi e sconclusionati.
Lo apprezzo ma non sono una grande fan come lo sono degli altri, sinceramente il mio genere di horror va aldilà del semplice film di cassetta, ma il merito di Freddie Krueger, e di Scream è tutto suo, non possiamo non sottolinearlo.