mercoledì 27 marzo 2013

L'aldilà e tu vivrai nel terrore

L'aldilà è il capolavoro assoluto di Lucio fulci, o per meglio dire il suo miglior film horror, per diverse ragioni: prima tra tutte la storia che ti incatena sulla poltrona, poi la tensione palpabile presente in ogni scena e per ultimo gli effetti splatter che nonostante siano passati ben trent'anni dall'uscita del film risultano ancora oggi spettacolari.
E' il terzo episodio della trilogia della morte, stilisticamente ci troviamo di fronte a un opera monumentale, che  non ha avuto l'accoglienza che meritava alla sua uscita, eppure guardandolo un anno fa, mi sono accorta di una cosa, avevo di fronte a un opera cinematografica stilisticamente impeccabile che in pratica cattura sia noi spettatori che guardiamo il film - lo voglio rivedere perchè voglio provare le stesse sensazioni che ho provato l'anno scorso quando lo vidi la prima volta - che i personaggi che sono dentro il film, e questo succede quando i film sono davvero dei capolavori di un genere.
La potenza scaturita dalle immagini è talmente forte che ti da la sensazione di entrare dentro il film e di discendere agli inferi come i protagonisti, perchè il film è proprio questo.
Una discesa agli inferi senza possibilità di trovare la luce, o senza un briciolo di speranza, il film racconta di una giovane ragazza Liza, che ereditando un albergo riapre un antica maledizione legata al libro Eibon, sotto l'albergo c'è una porta dell'inferno che è stata aperta, una ragazza cieca la invita ad andare via e rifiutare di sistemare l'albergo, ma quando Liza capirà sarà ormai troppo tardi per tornare indietro.
Più che il cast di attori questo film si ricorda della regia, sceneggiatura, scenografie, ed effetti gore splatter, sono questi i punti di forza di questo grande film.
E dobbiamo ringraziare tutti quei bloggers che rivalutano questi piccoli gioielli nascosti, semidimenticati e li fanno conoscere alle nuove generazioni.
Se volete sapere come è un vero horror guardate questo film, lasciate perdere quei filmetti amatoriali che vanno tanto di moda oggi, perchè questo SI che è un horror, anzi è un signor horror,


L'inizio del film è spettacolare, con l'omicidio di un pittore che credono compia riti di magia nera, completano il tutto con la crocifissione poi il film parte con Liza che avendo ereditato l'albergo lo vuole restaurare, e subito accadono strani incidenti.
L'arrivo della ragazza cieca che dovrebbe aiutare Liza a non continuare l'albergo mettendola in guardia del pericolo che sta per accaderle, lei non la ascolta e sarà la fine.
Un opera d'arte in tutti i sensi, un film che tutti gli appassionati di horror dovrebbero guardare e collezionare, appena posso cerco il dvd originale e comincio finalmente la collezione.
Buona visione a chi non l'ha visto.

martedì 19 marzo 2013

rec 3 quando l'horror risulta superficialmente fine a se stesso

Allora è ormai noto il mio odio verso i reality horror, o mocumentary in genere, questo non è un mocumentary, ma si avvicina molto di più a un reality horror.
Visto così potrebbe sembrare il classico film di intrattenimento fatto per fare svagare il pubblico, c'è praticamente di tutto, ma diciamoci la verità, le scene risultano fini a se stesse, di una violenza gratuita e vuota che non lascia nessun ricordo infondo al cuore, apparte qualche scena comica per dimostrare di essere fighi, ma un film horror deve prima di tutto rispettare le sue regole, e deve avere delle motivazioni e soprattutto un argomento per cui riflettere.
Durante la visione mi è venuto in mente il capolavoro di George Romero, quel Down of the dead che mi ha sconvolto la vita, quello SI che era un horror di quelli che fanno riflettere, ma diciamoci la verità oggi come oggi i geni non ci sono più, ci sono soltanto ragazzetti che prendono una macchinetta digitale, e ti fanno un film e mischiano i generi senza scavare a fondo nella storia, e soprattutto senza fare una accentuata autocritica sul mondo che ci circonda.
Ammetto che l'idea di fondo era buona, ma non mi ha entusiasmato, scene gore assolutamente fini a se stesse, che invece di spaventarmi non hanno fatto altro che infastidirmi, e certo che le parodie di certi filmacci secondo me risultano migliori del film originale, almeno sai che film vai a vedere, ti fai le tue quattro risate e poi torni a casa, ma quando io guardo un horror, voglio vedere un horror, voglio sapere perchè lo zio si è beccato il virus, e da dove viene.
Poi voglio sapere da cosa è scaturito il tutto, hanno fatto esperimenti? Hanno fatto rituali magici? No, qui non spiega nulla, c'è un prete che riesce a ipnotizzare gli zombie, che sono nati dallo zio che si è beccato il virus dal cane, - e qui mi dovrebbero spiegare da dove questo cane è arrivato no? - e poi trasmette il virus a tutti quanti in una mattanza che trascende l'assurdo, le scene comiche sono assolutamente fuori luogo, chi è a digiuno di veri film horror magari lo troverà divertente, - a breve farò la mia recensione alla fabbrica - ma chi ha visto i film horror, e vi parlo di gente come Romero, Fulci, Bava e il primo Argento, per non parlare di  Carpenter, e Cronenberg sicuramente capirà che si tratta di una pura operazione commerciale, che nulla ha a che fare con il vero cinema di genere.
E ora concludo l'articolo con questa frase che è di per se una domanda: Chissà quando uscirà il classico film di genere reality horror che segnerà la fine del reality horror e farà rinascere il vero horror?
Io starò qui ferma ad aspettare, perchè come si dice la speranza è l'ultima a morire.



lunedì 11 marzo 2013

Intervista di Marco Spagnoli a David Grieco, su non si sevizia un paperino

Ma guardate cosa ho trovato, una intervista speciale che si trova nel dvd non si sevizia un paperino, guardatevela.