venerdì 27 luglio 2012

Ma in paradiso ogni cosa è buona? Analisi del film Eraserhead

Questa sera è il turno di parlare di uno dei capisaldi del cinema horror, ma non è un semplice film che si può catalogare nel genere horror, perchè è grottesco, surreale, incomprensibile, pazzo e soprattutto malato, si perchè dietro la sua realizzazione c'è anche il fatto che è il film d'esordio di uno dei registi più off che la settima arte abbia mai generato David Lynch.
Parlare di Lynch per me che sono un estimatrice è come aprire una scatola e raccontare la sua storia per filo e per segno, perchè conosco a memoria praticamente tutto il suo cinema avendo visto diverse volte la sua filmografia intera ed essendomi documentata con varie ricerche sul web, dove ho potuto approfondire meglio il suo cinema.

Eraserhead ha avuto una realizzazione travagliata, Lynch ha praticamente perso persino le mutande per realizzarlo, si dice che dormiva sul set, nel letto di Henry Spencer protagonista del film interpretato dall'attore feticcio Jack Nance, che fa il protagonista e la mattina toglieva le tracce della sua presenza, ma è anche un film coraggioso, per certi versi anche folle, quando uscì al cinema un distributore disse a Lynch che era praticamente incommerciabile, anche per raggiungere un certo successo la pellicola dovette debuttare nel circuito del cinema underground dei midnight movies, ed ottenere un certo riconoscimento presso gli amanti del genere, il film è senza dubbio un opera d'arte, un capolavoro assoluto talmente fuori onda che Lynch per poter continuare la sua carriera  e ottenere l'attenzione del grande pubblico dovette dirigere altri film allontanandosi dai midnight movies, ma guarda caso è per questo film che molti registi lo chiamarono per presentargli progetti cinematografici, tra i quali ci sono stati Mel Brooks, che gli presentò il progetto del suo film successivo The Elephant Man film commovente che ha prodotto in modo che la gente non lo scambiasse per un film comico, e George Lucas un fan di Eraserhead che gli presentò il ritorno dello Jedi, ma non essendo un film su cui non aveva un controllo rifiutò di dirigerlo.

Ma andiamo al film, la trama vede un uomo timido la cui compagna da alla luce un bimbo deforme dall'aspetto di gerino che piange tutto il tempo la vita non è certo semplice e presto la madre va via lasciando padre e figlio da soli e torna dai genitori perchè il bambino la irrita e non la fa dormire la notte, quando il piccolo si ammala dovrà essere Henry a curarlo, e nel frattempo una donna con delle escrescenze tumorali in faccia gli appare e canta una canzoncina, che dice
In Heaven Everything is fine
In Heaven Everything is fine
In Heaven Everything is fine
You got all good thing i got mine
Presto altri sogni prendono vita, sogni con la donna del radiatore che schiaccia gerini sotto i piedi, sogni in cui Mary partorisce altri gerini, in un turbine di metafore surrealistiche presenti in tutto il film, sogni, sogni e ancora sogni, il film è un sogno oscuro e inquietante che racchiude anche parecchi significati psicologici, come la paura di non essere all'altezza nel ruolo di genitori, la paura verso il figlio, la paura verso le responsabilità, tutti concetti semplicissimi racchiusi in un opera complessa e di difficile decifrazione per il surrealismo, ma è talmente folle da lasciare sbalorditi dalla straordinaria capacità di Lynch di trasmettere angoscia ad ogni inquadratura, e ad ogni scena, tutti i personaggi hanno una loro logica e una loro spiccata personalità, tutti i personaggi sono più o meno folli, bellissima la scena iniziale priva di parole, o dialoghi, lo spettatore capisce tramite i gesti cosa sta succedendo, anche se il film non ha molti dialoghi, il motivo è anche comprensibile, perchè certi film bisogna innanzitutto osservarli, poi vedere, e poi si devono anche comprendere, e avvolte bastano pochissime scene per comprendere, la scena della cena a casa dei genitori della sua fidanzata Mary è surrealissima, basta osservare cosa succede ai polli per rimanere impressionati ed è tutto collegato, dall'inizio fino alla fine quando si vede la scena più agghiacciante del film, quella della vivisezione, per cui il film  è stato rigorosamente vietato alle donne incinte, è  bene sottolineare anche che gli ambienti in cui Lynch ambienta il film sono oppressivi, chiusi, per sottolineare l'incapacità del protagonista a uscire da una situazione in cui si è trovato immischiato.
SPOILER - non leggete se non avete visto il film
L'unica via d'uscita è uccidere il figlio, per seguire una donna che possa dare la felicità che cerca di promettergli, ritroverà la donna del radiatore in un abbraccio pieno di luce FINE SPOILER
Eraserhead è un film allucinante, in tutti i sensi, un capolavoro, un opera d'arte surrealista a tutt'oggi insuperata, un opera immortale dal valore inestimabile che scava con agghiacciante lucidità l'inconscio umano che si inabissa verso la follia guardando questo film si ha l'impressione di guardare qualcosa mai visto prima tra i fans del film oltre al sopracitato George Lucas c'era anche il grande Stanley Kubrick che lo proiettava per i suoi amici una volta la settimana e durante le riprese di Shining per creare angoscia durante le riprese.

giovedì 19 luglio 2012

Il Vampiro

Ne abbiamo già parlato in un precedente articolo dedicato al mitico conte Dracula, che è nato dalla penna di Bram Stoker, non vorreste credere che la creatura notturna che succhia il sangue degli umani sia soltanto il conte ungherese? Bene, lo credo anche io, tutto comincia sempre nella letteratura, e  termina sullo schermo cinematografico, potremo definirli zombie? No, perchè sono differenti da essi in quanto non mangiano carne umana, uccidono succhiando il sangue degli esseri umani, per vivere, sono pallidi e spietati e non hanno chimosi o bubboni come gli zombie, si chiamano i non morti e il cinema è rimasto sedotto da queste creature che hanno presieduto gli incubi di tutti noi...

E pensare che il tutto parte dall'espressionismo tedesco, che a breve toccherò, il primo film di vampiri conosciuto della storia del cinema lo ha diretto Murnau e si chiama Nosferatu il principe della notte che è una rivistazione riveduta e corretta del Dracula di Stoker per via di una serie di diritti, leggenda vuole che Max Schrek, fosse un vampiro vero, ma sono soltanto dicerie che sono presenti in un film che vidi tempo fa con John Malchovich e Willem Dafoe, che ricalcano le riprese del capolavoro di Murnau e la storia che c'è dietro questo film, negli anni cinquanta diversi divi di Hollywood hanno interpretato vampiri, si pensa ai film della hammer, con Christopher Lee o della Universal con Bela Lugosi, oggi i vampiri sono tornati di moda e rivisitati in chiave teen e fantasy che non ha nulla  a che vedere con la creatura notturna che sta lontano dalla luce del sole e che terrorizza gli esseri umani bevendo il loro sangue, non possiamo dimenticare la visione splatter di John Carpenter con il suo cult Vampires, che per molti resta l'ultimo grande film di Vampiri e io condivido in toto questa tesi.



sabato 14 luglio 2012

Lo zombie o morto vivente

Primo approfondimento diretto sulle figure protagoniste dei film horror che terrorizzano i malcapitati protagonisti dei film, questa sera è il turno dei morti viventi, meglio conosciuti come zombie.
Il padre ufficialmente riconosciuto di questo mostro è George Andrew Romero, che negli anni settanta grazie alla sua prima trilogia, che poi tornerà vent'anni dopo con la seconda trilogia dedicata ai cadaveri ambulanti che seminano panico e terrore in città, la visione di Romero riguardo ai morti viventi è una feroce critica alla società capitalista e consumistica, che rende l'uomo schiavo del denaro e dei media, è espressa come un virus devastante che infetta i cittadini, fino a farli diventare automi privi di coscienza capaci solo di muoversi per nutrirsi di altre carne umana da contaminare per farla diventare come loro.
La figura dello zombie non è nuova a Romero, anche se lui ha spinto il pedale della critica sociale sul consumismo, anche altri registi hanno diretto film di zombie prima di lui, ma nessuno, ha rivoluzionato questa figura mostruosa quanto lui, dopo tutti i film di zombie che ci sono stati sono partiti direttamente dalla sua visione, l'innovazione si ha una sola volta, e solo i grandi maestri sono capaci di essere innovatori.

Lucio Fulci invece, ha una visione legata soprattutto alla magia nera, grazie alla sua trilogia della morte, che riprende la figura dello zombie, ma la trasfigura alla sua maniera, anche se ci sono stati problemi con Romero riguardo alla figura dello zombie sul fatto che ha ripreso una creatura che è stata rivoluzionata da Romero non da altri, perchè diciamocelo, Romero non ha inventato la figura dello zombie, se ha creato qualcosa è stata quella meravigliosa trilogia che a tutt'oggi resta insuperata sia a livello registico, che strutturale, forse è il fatto che Fulci abbia diretto anch'essi una trilogia zombesca ha creato problemi a Romero, diciamo che avevano una visione differente della figura del mostro, che effettivamente non coincideva con quella di Romero, anche se è stata diretta a distanza di pochi anni, la visione di Fulci, resta comunque notevole, perchè personificata ed ha il suo punto di vista, quindi se c'è stata una differenza lo spettatore la può cogliere visionando entrambe le trilogie, che io ho visto e che sono entrambe da collezionare assolutamente, ma prima di Romero, esistevano film di Zombie? La risposta è si qui troverete tutti i film relativi agli zombie, che potete vedere e collezionare se volete.

Resta solo un fatto, che Fulci e Romero hanno fatto qualcosa di immenso al cinema, che poi in molti hanno copiato, ma se gli altri hanno copiato, a differenza, loro hanno dato una visione differente ognuno secondo il loro punto di vista su queste creature.
Continua...

giovedì 12 luglio 2012

Psycho, analisi del film di Alfred Hitchcock

Questa sera analizzeremo uno dei classici del cinema thriller, Psycho, diretto dal mago del brivido Alfred Hitchcock.
Se oggi parliamo di questo film come un classico e un capolavoro, lo dobbiamo ad autori come Truffaut, Godard, o Chabrol, che nella cinemateque francese negli anni sessanta, dettarono le regole per quello che sarebbe stato il cinema mondiale, cambiandolo definitivamente, ma senza Hitchcock, non ci sarebbero stati neanche loro.
Psycho è un classico del cinema di paura, perchè come dissi nell'articolo  precedente che parlava di Hannibal Lecter mostra un genere come il thriller che stava piano piano posando i primi passi nel cinema contemporaneo, ma erano gli anni sessanta, quindi le scene anche se non erano nè turculente, nè splatter riuscivano ad impaurire lo spettatore, ditemi chi di voi non si è impaurito alla vista del cadavere mummificato della mamma di Norman Bates? Io da bambina ho avuto persino gli incubi e giurai che non avrei mai posato gli occhi su un film del genere, ma naturalmente una volta cresciuta il film l'ho collezionato, ma cos'è che fa si Psycho un classico?


Innanzitutto l'intreccio della trama, poi una regia ricercatissima e curata, e naturalmente l'interpretazione di Anthony Perkins che fu talmente bravo a interpretare Norman Bates da restare praticamente imprigionato nel personaggio, possiamo dire tutto quanto, ma è nell'interpretazione naturalissima e impressionante di Perkins che sta il nocciolo del film, lui non ha interpretato Bates, lui è diventato Bates, una trasfigurazione talmente impressionante da risultare realistica, lui ti fa paura, è inutile cercare l'orrore in altre cose, il suo personaggio è messo lì per impaurire, Psycho dovrebbe essere usato come lezione per tutti quei cineasti che si imbattono nel cinema di genere per imparare a fare cinema di genere, invece di perdere tempo a fare reality movies di quarta categoria che non danno brividi ma fanno solamente ridere, aaaaah se solo perdessero tempo a studiarsi Psycho.


Eh si non c'è ombra di dubbio, Perkins ha dato un impronta personale al personaggio, talmente personale che persino Vince Vaughn, che lo ha interpretato nel remake diretto da Van Sant sembrava una caricatura, la verità è una sola, solo Anthony Perkins poteva interpretare Norman Bates, c'è poco da fare, Alfred Hitchcock, ha costruito il film con una precisione che sfiora la perfezione, ogni dettaglio è messo lì per un suo preciso motivo che funziona alla grande, la scena della doccia, che all'epoca è stata girata a scatti per evitare problemi con la censura d'epoca, è tra le più famose della storia del cinema e anche tra le più imitate
Ancora oggi Psycho mette i brividi, sfido chiunque dopo la visione del film a dirmi il contrario.

Guillermo del Toro

Ha diretto film di vario genere, che spaziano, dall'horror al fantastico, fino all'incursione anche nel fumetto con blade e hellboy, come regista è uno dei miei preferiti, perchè cerca di rivitalizzare un genere che molti sottovalutano, come il fantastico, in cui ha detto Il cinema fantastico per molti è come il cinema porno, non viene preso in considerazione come meriterebbe.
Il film che preferisco è ovviamente oltre hellboy, è Il labirinto del fauno, di cui a breve scriverò un articolo a riguardo, che per molti è il suo capolavoro, una fiaba horror fantastica che è incentrata su un orrore che esiste nella natura umana e con una antica leggenda, in cui una principessa volendo scoprire il mondo, ha perso la strada di casa, e il fauno del titolo deve riportarla alla sua vera famiglia, il film è toccante e si merita addirittura la candidatura all'oscar.
La sua incursione nell'horror avviene grazie al film Mimic con Mira Sorvino, in cui recita anche il nostro Giancarlo Giannini, un film notevole e di forte impatto visivo ed empatico, doveva dirigere il secondo capitolo de Lo Hobbit ma per impegni ha ceduto il passo all'amico Peter Jackson, il film uscirà a breve e ne riparleremo spesso anche qui.
E' uno dei cineasti che merita maggiore stima, perchè è capace di commuovere e di  far riflettere soprattutto grazie al bellissimo Il labirinto del fauno, La spina del diavolo è il primo capitolo di una trilogia che è seguita proprio dal labirinto, anche questo film è un horror in cui c'è il fantasma in un orfanotrofio e si deve scoprire il mistero che alleggia in quel luogo, il film che è prodotto da Pedro Almodòvar riscuote molto interesse tra gli appassionati del genere, ma non quanto il seguito ufficiale, in cui non c'è collegamento con le due storie, ma sono storie a parte, che si concentrano sulla natura umana e sui misteri  che esistono dentro ognuno di noi.
Nonostante la giovane età (è nato nel 1964) dimostra un talento senza eguali, le sue pellicole colpiscono per l'assoluta sincerità d'intenti con cui vengono girate, è impossibile non rimanere incantati davanti alla poesia dei suoi film, anche con Hellboy, che è praticamente cinematograficamente parlando una sua creatura in tutto e per tutto anche se è tratta da un fumetto Marvel, ha saputo personificarla con il suo preciso tocco.
Senza dubbio è un autore da tenere d'occhio.

martedì 10 luglio 2012

Hannibal Lecter

Fortunatamente il filone horror si è ramificato anche in vari generi cinematografici, uno di questi è il genere thriller, che è un horror più leggero, ma che ha elementi classici di un horror a livello più misurato rispetto all'horror tradizionale, pioniero del genere fu il grande Alfred Hitchcock, di cui a breve scriverò un articolo a lui dedicato, non di meno con il passare degli anni, sia la letteratura che il cinema, questa sera parliamo di un personaggio, che è nato sulla carta, ma che poi al cinema è stato protagonista di un franchise che ha bene o male fatto la storia della settima arte...Hannibal Lecter.
Lo psichiatra cannibale, sarà il protagonista di questa sera, il primo film in cui appare è Manhunter Frammenti di un omicidio, ma la rivelazione e la definitiva entrata nell'olimpo della storia avviene grazie a Jonathan Demme, che con Il silenzio degli innocenti crea un capolavoro ancora oggi insuperato ed entra di diritto insieme a grandi classici come Psycho.
Il primo capitolo della saga, ha protagonista anche una grandissima Jodie Foster nel ruolo di Clarice Starling, e il personaggio di Lecter che in Manhunter era interpretato da Brian Cox che anche lui è stato bravissimo, nella pellicola di Demme abbiamo colui che lo ha fatto diventare un icona mondiale Sir Anthony Hopkins, che ha studiato veramente per entrare in simbiosi con il personaggio osservando Charles Manson mentre guardava le persone.
Il lavoro di Hopkins è stata la forza motrice e anche il motivo per cui la pellicola è entrata nella leggenda e devo dire che nonostante siano passati 21 anni il film appare ancora nuovo, questo vuol dire che ha attraversato e attraversa ancora benissimo i segni del tempo, la regia di Demme e una sceneggiatura mozzafiato, da cui sono scaturite le altre pellicole, come Red Dragon, una rilettura del romanzo di Harris, autore della saga e remake di Manhunter, Hannibal, sequel de il silenzio degli innocenti, diretto questa volta da Ridley Scott, ma che non aggiunge altro alla saga se non l'intensa come sempre interpretazione di Hopkins, e infine Hannibal Lecter - Le origini del male con Gaspar Ulliel nel ruolo di Lecter, in cui si racconta come è iniziata la vita criminale del Dottor Lecter, resta comunque il fatto che Lecter, nel bene o nel male rimane sempre un icona, naturalmente io preferisco di gran lunga Il silenzio degli innocenti agli altri capitoli della saga, Manhunter invece è a parte, perchè con quel film non è iniziata una serie di film a franchise, come è successo con il silenzio, resta comunque uno dei migliori thriller mai girati negli anni ottanta, solo che in cabina di regia c'è Michael Mann, uno specialista, ed è riconosciuta come pellicola di culto, un oggettino, che i fans di Lecter dovranno gustarsi.

domenica 8 luglio 2012

Quando il vero mostro è l'essere umano

Nel cinema horror si sa, esiste un mostro che semina paura, orrore, che inquieta gli incubi degli esseri umani, ma con il passare degli anni, autori innovativi, che grazie alle menti degli scrittori - sempre loro - ma avvolte anche grazie alla loro inventiva,  hanno saputo generere e tradurre per il grande schermo, il rovescio della medaglia, che il mostro non è più colui che genera terrore, ma può anche essere un semplice essere umano, che grazie a una sana dose di critica del mondo arretrato delle piccole cittadine di provincia, hanno dato vita e veri e propri piccoli capolavori, come ad esempio il capolavoro di Brian De Palma Carrie lo sguardo di satana, in cui la protagonista, è continuamente presa in giro dalle compagne di classe, e durante il ballo scolastico quando vince, viene resa oggetto dalle stesse che le gettano addosso sangue di maiale, lì si scatena l'inferno, con la ragazza che usa i suoi poteri telecinetici per vendicarsi delle compagne, ma non è il solo titolo del genere, per esempio il film d'esordio di David Lynch Eraserhead dove un padre per poter uscire a realizzare il suo sogno uccide il figlio mostruoso che la moglie gli ha lasciato per tornare a vivere con i genitori

 e lui è costretto a crescere un mostriciattolo, rinunciando a tutto ciò che crede di poter realizzare fino all'arrivo del sogno/incubo in cui vede una donna su un radiatore, che gli canta che in paradiso ogni cosa è buona, Lynch con questo film genera uno dei sogni/incubi surreali, che sconvolgono durante la visione, il film si trova solo per l'home video, in televisione l'hanno fatto pochissime volte, però per tutti gli amanti del genere horror è un pezzo unico in quanto è un film di culto per amanti del cinema underground, un midnight movie, di difficile comprensione, per chi ama il cinema di intrattenimento, invece per chi ama il cinema come espressione artistica si trova davanti uno dei film più sconvolgenti mai girati, amatissimo tra gli altri da Stanley Kubrick e George Lucas.

E così via, fino alle pellicole in cui mischiano scienza e orrore come il bellissimo film di Guillermo del toro in cui un esperimento per sconfiggere una malattia,la cui conseguenza trasforma gli scarafaggi in esseri alti due metri che assalgono gli esseri umani, come fare in modo di risolvere la situazione? Questa volta il vero mostro è lo scenziato che genera un mostro, continuando un discorso iniziato da Mary Shelley, per aggiornarlo ai giorni nostri, modificandolo e trasformandolo, la figura dello scienziato pazzo, di cui presto ne parlerò con un articolo speciale, l'uomo qui si trasforma in mostro inconsapevolmente, soprattutto in questo film, sottovalutando che la natura fa sempre il suo corso, che non può essere controllato dalle menti illuminate e limitanti del genere umano, il film inoltre gioca con le leggende metropolitane che sono sempre presenti soprattutto nel cinema di genere. Continua...

Dario Argento

Non possiamo affatto dimenticare il grande Dario Argento, seppur adesso è in una fase creativa di stallo, ha fatto la storia del cinema horror con opere come Suspiria uno dei suoi primi capolavori, che ha segnato l'inizio della trilogia delle tre madri, proseguita con Inferno e terminata con il deludente e abbastanza fuori tempo La Terza madre.
E' inutile negarlo, Dario Argento è uno dei maestri del cinema di genere italiano, io ho visto la maggioranza dei suoi film, non li ho visti ancora tutti, e le opere uscite nella decade 70/80 sono le migliori pellicole da lui girate, adesso sembra entrato in una fase di stallo, in cui sembra incapace di uscire, ma io spero che prima o poi qualche film valido lo farà uscire, ne sono sicura, anche perchè voglio ritrovare l'autore che mi ha sconvolta con Profondo Rosso, film che mi ha letteralmente incatenata davanti allo schermo della televisione e che bene o male ho messo tra i miei preferiti di sempre e che reputo il suo miglior film in assoluto.
Tra i film che prediligo ci sono inoltre Opera, uscito nell'87 e anche Phenomena con Jennifer Connelly come protagonista, Tenebre è invece uno dei Thriller da lui diretti negli anni ottanta, pellicola valida con scene splatter terrificanti, resta comunque il fatto che un grande regista inglese quando uscì profondo rosso disse - Sentiremo ancora parlare di questo ragazzo - Non posso negare di apprezzare Dario Argento, soprattutto per i film che ci ha lasciato in eredità, ha saputo imporsi all'attenzione internazionale diventando sia una celebrità in patria che all'estero, autori come Tarantino apprezzano soprattutto i primi film da lui girati, che sono un eredità che tutti i cinefili dovrebbero raccogliere nella loro collezione.
Le ultime pellicole dimostrano un autore che è rimasto prigioniero del suo mito, che pur essendo stato un grandissimo autore, persino innovativo, adesso è incapace di rinnovare il suo stile, proprio come hanno fatto altri autori come John Carpenter, e George Andrew Romero, dirigendo thriller senz'anima e senza mordente, che non fanno rimpiangere e non aggiungono altro alle sue pellicole precedenti, che sono e restano dei capolavori assoluti.
Ma è e rimane comunque un grandissimo autore, da non sottovalutare.

venerdì 6 luglio 2012

Frankenstein il prometeo moderno

E' il romanzo gotico per eccellenza, scritto alla fine del settecento da Mary Shelley, ha trovato una prolifica e leggendaria vita attraverso lo schermo cinematografico, con lo sguardo del leggendario Frankenstein di James Whale, con protagonista Boris Karloff, che ha interpretato questo mostro che somiglia più a un automa, senza identità, frutto di un esperimento scientifico di uno scienziato pericolosamente sano di mente, o pericolosamente folle, fatto sta che l'opera di Whale, ha fatto la storia, anche grazie alla grandiosa interpretazione del suo protagonista Boris Karloff, il quale ha dato vita per la prima volta, a una creatura si terrorizzante, ma al tempo stesso vittima della follia dell'uomo, in questo caso lo scienziato Frankenstein, si potrebbe parlare tanto di questo personaggio, che al pari di Dracula, è considerato ormai una leggenda per tutti gli amanti del genere horror, non a caso un regista di grande talento, Tim Burton, ha sempre dimostrato di apprezzare Frankenstein, come se per lui fosse una specie di ossessione, lo si può vedere nel corto Frankenweeney, e nel bellissimo film di animazione di Henry Selick ma è chiaramente di Tim Burton a tutti gli effetti  Nightmare Before Christmas e che dire di Edward Mani di Forbice? Ben presto scriverò un articolo dedicato al mito di Frankenstein e ai suoi figli, che bene o male hanno segnato la storia del cinema,

recentemente l'ultima versione di Frankenstein che si ricorda è quella firmata da Kenneth Branagh, con un bravissimo Robert De Niro nel ruolo della creatura, che seppur allontanandosi dalla versione con cui abbiamo conosciuto questa oscura creatura, trae spunto direttamente nel romanzo originale di Mary Shelley girando una sua versione letterale del romanzo con un cast di attori che spazia da Helena Bonham Carter, Ian Holm, Richard Briers e tanti altri.
Ma l'unico e insuperato capolavoro, nonostante la versione di Branagh sia superlativa, rimane il film di James Whale, che pur allontanandosi dal romanzo originale ne fa una versione personale facendolo entrare nella leggenda.

Se vi interessa, cliccando questo link potete conoscere tutti i film girati su Frankenstein, io cercherò di recuperarli tutti.

giovedì 5 luglio 2012

Dal Principio c'era Dracula

Ebbene si, per parlare di horror, bisogna partire dall'inizio, dai classici, che sono le cose che analizzeremo meglio, i film del passato erano spesso caratterizzati dai grandi romanzi gotici, portati sui comodini da Bram Stocker, con il suo Dracula, che è il personaggio che analizzeremo stasera, e da Mary Shelley con il suo capolavoro Frankenstein, ovviamente queste creature spaventose, non potevano restare relegate tra le pagine dei romanzi con cui sono nate, ed ecco che con l'avvento del cinema e del sonoro, queste creature hanno preso forma e consistenza, generando incubi a non finire, visti oggi non fanno tanta paura, ma allora credetemi, la gente si terrorizzava parecchio, anche grazie alla bravura di attori come Boris Karloff per Frankenstein, e Bela Lugosi, che rimase imprigionato nel ruolo di Dracula, tanto da indossarne il costume prima di esserne seppellito.
Bela Lugosi interpretò Dracula nel capolavoro di Todd Browning del 1931, che ho visto, le atmosfere oscure ne fanno un capolavoro del brivido, che lascia il segno ancora oggi, la bravura di Bela Lugosi è da pelle d'oca, perchè dona inquietudine, al personaggio facendo impaurire lo spettatore, perchè il conte è tutt'altro che rassicurante, bisogna ammettere che nonostante il passare del tempo anche se non ci sono molte scene paurose, la paura te la fa venire proprio l'interpretazione di Lugosi, che ha una specie di trasfigurazione con il personaggio di Dracula creando una specie di identità personificante.
Tutto questo grazie alla bravura e alla gestualità di Lugosi, che ne ha fatto un personaggio da leggenda.
Il film che è entrato nella storia del cinema, è stato nel 2000 conservato nel National Film Registry, biblioteca del congresso degli stati uniti d'america.

domenica 1 luglio 2012

David Cronenberg l'esploratore del body horror

Il cinema horror non sarebbe tale senza il suo contributo artistico, ricordiamo le tante opere e i grandi capolavori che hanno contribuito ad accrescere il cinema di genere come lo intendiamo noi, anche se ha contaminato i suoi temi con opere dal respiro più drammatico con lui l'esplorazione della mutazione, fisica e psicologica diventano arte, che si plasma attraverso lo schermo, mutando il cinema di genere come le masse lo intendono, creando opere dal respiro allucinante, come i capolavori degli esordi quali Il demone sotto la pelle, Rabid sete di sangue e l'opera che secondo me lo ha avvicinato al grande pubblico che è Brood la covata malefica.
Insieme al geniaccio di George Andrew Romero ha fatto nascere il cosidetto body horror, ma cos'è realmente il body horror? L'orrore esplicito, fatto di cinema che non ha paura di essere raccapricciante, ma avendo una sua precisa poetica e un punto di vista assolutamente diverso da Romero ha avuto il coraggio anche di far polemica sulla società contemporanea, schiava della tv, qualcuno ricorda il suo capolavoro Videodrome? Ma è  anche un innovatore, capace di guardare anche al lato psicologico dei suoi protagonisti, ricordiamo anche un opera grandiosa come Inseparabili, dove mescola sapientemente fisico e psicologico, l'amore tra fratelli, per una donna, creando un triangolo che risucchierà tutti quanti nella melma della dipendenza dei due fratelli, ricordiamo le primissime pellicole, con budget ridotti, fuori da hollywood e dal grande mercato, così lavorano coloro che sono realmente grandi, ed esprimono il loro punto di vista riuscendo non solo a impressionare, ma anche a fare riflettere sulla natura dell'umanità, nel suo cinema non ci sono mostri, il protagonista è l'essere umano che si confronta con le mutazioni fisiche e della mente, ed è proprio questo che rappresenta l'orrore nel cinema di Cronenberg.
Le trasformazioni del cinema come ogni grande cineasta che si rispetti toccano anche tematiche sessuali, vedetevi il bellissimo Crash, dove le ferite causate dagli incidenti provocano una malsana eccitazione sessuale, qui entra in gioco l'uomo che prova desiderio per il contatto freddo con il metallo della macchina, il soggetto è tratto da un romanzo di James Ballard, ma si avvicina talmente tanto a Cronenberg da farlo suo, pur mantenendo i suoi temi abituali se ne distanzia per raccontare altre mutazioni, non possiamo dimenticare anche il bellissimo Spider, dove questa volta sono le mutazioni psicologiche ad essere protagoniste, da non perdere anche La zona morta, dove traduce per la prima volta il romanzo di Stephen King per lo schermo, ci sarebbe tanto altro da scrivere, e sicuramente lo farò perchè questo è un articolo di presentazione di David, dato che ho praticamente visto tutti i film tranne cosmopolis, che spero di vedere presto, non mancate ai tanti articoli che vi riserverò dedicati al suo cinema.